May 5, 2016

Prière de toucher 5, Milano

Emanuele Becheri, Francesco Carone, Gianluca Codeghini, Ermanno Cristini, Elena El Asmar, E il Topo, Amedeo Martegani, Museo Riz à Porta, Giancarlo Norese, Giovanni Oberti, Luca Pancrazzi, Luca Scarabelli, Sophie Usunier, Eugenia Vanni. Con contributi di Giulia Brivio, Alessandro Castiglioni e Dario Giovanni Alì.

Opening giovedì 5 maggio 2016, ore 18.30
Dal 6 al 26 maggio 2016 solo su appuntamento
(spaziocosmo-at-yahoo-dot-com)
Spazio C.O.S.M.O., via Paolo Paruta 59 (MM Cimiano), Milano

Prière de toucher è un ciclo di mostre, costruito in un dialogo continuo con Giulia Brivio, dove si mettono in atto pratiche di nascondimento. Ogni mostra coinvolge artisti diversi e sviluppa una particolare modalità del nascondere.
La prima è stata fatta a Imola a Novella Guerra nell’ottobre 2013 insieme a Patrizia Giambi e a Microcollection; la seconda a Something Like This a Firenze nel maggio 2014 insieme a Oppy De Bernardo e Aldo Mozzini, la terza a Milano a MARS nell’ottobre 2014 coinvolgendo una quarantina di artisti che in tempi diversi hanno esposto in questo spazio; la quarta nelle Langhe all’interno dell’Alcova d’Acciaio di Umberto Cavenago e insieme ad Alessandro Castiglioni e Barbara De Ponti.

Il n. 12 della rivista Boîte dedicato all’opera nascosta ha presentato l’operazione.
Prière de toucher è un “dispositivo” in funzione grazie al lavoro di tutti gli artisti che fino ad ora vi hanno partecipato, consentendogli di “prendere corpo”. Ha a che fare con il corpo e, saccheggiando il titolo del noto lavoro di Marcel Duchamp, rimanda inevitabilmente al mostrare. In breve Prière de toucher si interroga sui confini del corpo e sulla natura dell’esibizione e, forse, è una modalità del mostrare nonostante si preoccupi solo di nascondere.

Questa quinta tappa di Prière de toucher è concepita per lo spazio C.O.S.M.O., uno spazio espositivo nella soffitta dello studio di Luca Pancrazzi ed Elena El Asmar e in quanto soffitta lo spazio ideale per nascondersi.
La modalità che si vuole qui sviluppare è quella della mimetizzazione: una forma di nascondimento che si fonda sull’inganno della vista. Il mimetismo per gli esseri viventi è un vantaggio evolutivo, per l’arte può esserlo per acuire il senso visivo.
Ermanno Cristini

I video del progetto Prière de toucher sono a cura di Videoforart