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March 12, 2016

No Place 2, Fombio

Siamo abituati a pensare a una mostra d’arte come a un progetto chiuso e definito, dove un soggetto (il curatore o promotore) si assume il compito di scegliere a priori uno o più artisti, di individuare un tema e di creare, così, un organismo fatto e finito, pronto ad essere esibito, con una discreta sicurezza di risultato, al pubblico.

Quando, però, si esce dalle piste tracciate e ci si spinge sul terreno delle sperimentazioni culturali, gli esiti possono essere sorprendenti: è l’esperienza di NO PLACE, una mostra-incontro, un evento sociale più che espositivo che capovolge le consuete modalità organizzative.

L’obiettivo non è la sintesi, ma l’espansione: basandosi sulla metafora del rizoma, ogni partecipante è al tempo stesso artista e curatore e, pertanto, chiamato a sua volta a coinvolgere e coordinare altri partecipanti a propria discrezione, attivando reazioni (e connessioni) a catena che sfuggono alla presunzione del controllo centrale.

Gli spazi del Castello di Fombio saranno al centro di questo innovativo esperimento, che ha tra i suoi obiettivi, anche, la riscoperta del monumento che lo ospita.
Per un giorno intero gli infonderà la vitalità dell’arte, ne farà nuovamente luogo di incontro e di scambio e, al tempo stesso, vittima di una “invasione” non più bellica ma artistica e creativa.

Partito da un primo nucleo di 16 autori, il rizoma di NO PLACE ha coinvolto circa 400 artisti, chiamati a portare una traccia di sé sotto forma di opere che vivano di “luce propria” (installazioni luminose, interventi visibili su smartphone, tablet, computer, lightbox ecc.), popolando il castello di presenze discrete fatte di luci vibratili e mai definitive. L’evento avrà inizio quando il primo autore entrerà nello spazio per installare la propria opera e potrà terminare solo quando l’ultimo artista avrà abbandonato l’edificio: fino a quel momento, gli esiti saranno imprevedibili.

www.noplace.space

sabato 12 marzo 2016, dalle ore 10 alle 24
Castello Scotti, via Roma 2, Fombio (Lodi)

September 9, 2011

Ufficio di Revisione Antropica, Suzzara

Umberto Cavenago e Giancarlo Norese,
Ufficio di Revisione Antropica (Premio Suzzara)

47º Premio Suzzara, 2011

June 17, 2011

Per arrivare qui, il sentiero davanti alla scuola (Novella Guerra)


Umberto Cavenago and Giancarlo Norese,
One Hour, 2011 (detail). Aligned objects during a one-hour work. Ph. S. Barbagallo

Spazio Novella Guerra, Imola, June 11th, 2011

Mili Romano + Alessandra Andrini, Stefania Galegati + Valentina Miorandi, Dino Ferruzzi + Gianna Machiavelli, Giusi Campisi + Martina Dandolo, Paola Anziché + Alessandro Quaranta, Marco Samoré + Andrea Magnani, Francesca Moretti + Marco Rambaldi, Enrico Morsiani + Corso pratico di arte contemporanea di Imola, Stefano Pasquini + Tony Cioli Puviani, Sergio Camin, Chiara Pergola + Francesco Santoro, Monticelli e Pagone, Karin Andersen + Gianluca Di Dio, Anteo Radovan + Antonio Poli, Osservatorioinopera + Nataša Korošec, Laura Santamaria, Paola Di Bello + Simona Barbagallo, Elena Cologni, Emanuela Ascari + Velentina Vetturi, Ferdinando Mazzitelli + Rocco Lomonaco, PetriPaselli, Emilio Fantin + Arianna Fantin, Matteo Brusa, Giancarlo Norese + Umberto Cavenago, MalaArti Visive + Roberta Piccioni e Marco Fantin, Cino Bocchi, Sabrina Muzi, Pierpaolo Coro e Rita Canarezza, Eva Marisaldi, Beatrice Gandolfi, Massimiliano Renzi, Davide Rivalta, Gaia Carboni.

Sabato 11 giugno, a partire dalle ore 18, si inaugura il nuovo Spazio Novella Guerra, un luogo dedicato alla ricerca artistica all'insegna dell'informalità. Il progetto parte da un sogno, il sogno di trovare un "locus ameno" dove potere riscoprire il piacere dell'incontro, dello scambio e della residenza.Dopo due anni di ricerche ecco trovato il casolare che si presta a questa scommessa. Il nome Novella Guerra è dedicato alla memoria di mia madre, ma è anche un ottimo programma e un concentrato di energia.
L'apertura avverrà con una collettiva dal titolo Per arrivare qui, il sentiero davanti alla scuola, che coinvolge una serie di artisti e amici, ognuno dei quali contribuirà ad allargare il cerchio delle relazioni invitando a sua volta un amico artista. Ne risulterà quindi una mostra di lavori che si arricchiscono vicendevolmente proprio per il fatto di dare forma tangibile a un invito amichevole che vuole essere l'inizio di nuovi dialoghi artistici e intellettuali. Il tutto si concluderà con una festa e, per chi vuole, con due giorni di incontro che faranno da contrappunto ad una programmazione di progetti artistici e curatoriali, scambi culturali, workshop. Nella futura programmazione dello spazio ci sarà la possibilità di sostare per più di un giorno; daremo vita ogni volta a piccole residenze dove l'evento finale sarà il risultato di una reale collaborazione e di un incontro ravvicinato.
Annalisa Cattani

Darth
via Bergullo, 15
40026 Imola

www.darth.it
associazionedarth (at) gmail (dot) com

December 15, 2009

L'ospite (e l'intruso)

L'ospite (e l'intruso): Umberto Cavenago
Un’idea di Alessandro Castiglioni ed Ermanno Cristini. Dal 12 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010 nello studio di Ermanno Cristini, via S. Pedrino 4, Varese (suonare Dessert). Tutti i giorni su appuntamento: cristini.reset-at-libero-dot-it.

L’ospite. Ermanno Cristini apre il suo studio invitando un artista a presentare un intervento o un progetto negli spazi privati del proprio laboratorio. L’invito si estende poi anche a un altro artista, celato e invisibile. L’intruso.
Un artista che invita un artista e che nasconde un altro artista. Un gioco di specchi fatto anche di incontri, fughe, dialoghi e silenzi. Lo stesso ruolo del critico è volto più ad approfondire la personalità e l’opera dei diversi attori sulla scena, che non indirizzare una linea di ricerca, legata più semplicemente ad affinità e amicizie.
Ognuno soffre la sua ombra, ci ricorda Virgilio, ognuno sente stretta la propria identità e tenta delle fughe, delle variazioni sul tema. O come nel famoso libro di Luca Canali, dove diversi colloqui tra misteriosi psicanalisti ante litteram e grandi poeti della letteratura latina, ci introducono a una riflessione su quanto il passato ci possa stare stretto e l’unica soluzione sia percorrere la nostra storia a ritroso per tentare di scardinare l’ingranaggio dell’inconscio.

Il nuovo progetto di Ermanno mi appare dunque così, come il canovaccio di una commedia di Pirandello, un gioco delle parti, una riflessione sull’io e sull’altro, lo scambio continuo di ruoli e identità sempre velato da un sorriso acuto e ironico.
Aprire questo spaccato di legami e quotidianità al pubblico permette di trasformare queste dinamiche, queste relazioni, nell’occasione per una riflessione privata ed eccentrica. L’intervento dell’artista sarà infatti accompagnato da diversi documenti di approfondimento: libri, dischi, film, fotografie e cartoline scelti volta per volta dai diversi artisti, cercando di pensare così uno spazio di contatto tra artisti e con gli artisti non istituzionale, rilassato e confidenziale.
Alessandro Castiglioni
L'intruso era Giancarlo Norese