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August 4, 2011

Casamatta, Suzzara

Casamatta
47ª Edizione Premio Suzzara

Umberto Cavenago e Giancarlo Norese, Mme Duplok, Giovanni Morbin, Andrea Nacciarriti.
A cura di Emma Zanella e Alessandro Castiglioni

dal 18 settembre al 23 ottobre 2011

La 47ª edizione del Premio Suzzara è un avamposto, un laboratorio aperto che ridefinisce la struttura stessa dello storico premio suzzarese. Come la Casamatta, un edificio che appare come un’abitazione ma ha ben altra funzione, così il Premio diventa un dispositivo nuovo, agito nella città, negli spazi pubblici di Suzzara con l’intento di generare una nuova relazione tra premio, museo e territorio. Una relazione fatta di attenzione, arricchimento reciproco e che vede nell’esperienza dell’arte un momento di riflessione e azione sul presente.
Da domenica 18 settembre a domenica 23 ottobre il Premio si svilupperà in diverse sedi della città e avrà come centro il museo che per l’occasione sarà trasformato in una sorta di laboratorio dove poter prendere parte ai processi messi in campo dagli artisti e osservare lo sviluppo delle diverse opere.

Gli artisti selezionati, vincitori del Premio, sono Umberto Cavenago e Giancarlo Norese, Mme Duplok, Giovanni Morbin e Andrea Nacciarriti, ai quali è stato chiesto un intervento artistico che si sviluppi in una dimensione relazionale e pubblica da inserire in alcuni punti critici, sia sotto il profilo culturale, che sotto il profilo urbanistico, del territorio di riferimento.
In museo inoltre, in parallelo ad un riallestimento della collezione storica, sarà possibile visitare un percorso che approfondisce la ricerca di ciascun artista invitato.

In merito al progetto i curatori Emma Zanella e Alessandro Castiglioni scrivono “La premessa a questa edizione del premio Suzzara è quella di riconsiderare e ridefinire l’identità del premio stesso e le sue le relazioni, sociali e culturali, con città e museo.
Questo processo di rinnovamento affonda le proprie radici su un principio di continuità con la tradizione e gli obiettivi originari che hanno portato alla nascita del premio. Questi possono essere sintetizzati in una forte relazione con il territorio, il tessuto cittadino e sociale, l’impegno verso una cultura civica attenta e attiva.
Gli artisti invitati sono stati dunque stati scelti in relazione alla capacità di progettare dispositivi, sistemi relazionali che attivino un differente dialogo tra i luoghi della quotidianità suzzarese e la più profonda identità degli stessi. In questa prospettiva l’opera d’arte diventa uno strumento di riflessione e consapevolezza sul presente, non uno statico oggetto estetico, bensì un insieme di azioni, pratiche, discussioni costruite attorno all’ipotesi di una possibile interpretazione del reale”.

L’edizione verrà inaugurata domenica 18 settembre e rimarrà visibile al pubblico sino al 23 ottobre 2011. Eventi collaterali animeranno e arricchiranno tutto il periodo espositivo.

Galleria del Premio Suzzara
Suzzara (Mantova), via Don Bosco 2a
www.premiosuzzara.it

info: Metamusa, info(at)metamusa(dot)it

May 8, 2011

Dialogos

Assab One ospita Dialogos, una ricerca nata senza un disegno curatoriale ortodosso, focalizzata sulla possibilità di sviluppare una pratica artistica attorno a dei presupposti di continua negoziazione del sapere, delle scelte e delle sensibilità. Un’esperienza cresciuta tra artisti che si sono “scelti” per coincidenza, “affinità elettive”, o traiettorie che hanno incrociato il loro fare.

Per l'occasione verrà realizzata un'edizione numerata che conterrà tutti i materiali attraverso cui il progetto si è sviluppato nel tempo. Completano la pubblicazione diversi contributi teorici, tra cui quello di Lorena Giuranna.

I – Dialogo come pratica estetica
Dialogos  è un progetto espositivo disposto tra dinamica performativa e intervento installativo. Nasce dalla possibilità di pensare lo spazio come una formula di tempo, cioè un quando prima che un dove, nel momento in cui esso viene negoziato e trasformato da una relazione. Il dialogo si pone dunque come pratica estetica poiché esso stesso è l’elemento che modula e struttura un tempo e poi uno spazio.

II – La storia
Non per caso questo progetto nasce da un percorso comune che Ermanno Cristini, Luca Scarabelli e Alessandro Castiglioni stanno sviluppando dal 2008. Dialogos è infatti figlio di altri due importanti progetti: il primo, Roaming, si basa su mostre che durano l’effimero tempo di un’inaugurazione per poi fluttuare nell’inconsistenza della propria documentazione; l’altro, L’ospite e L’intruso, è pensato come una serie di mostre ed incontri presso lo studio di Ermanno Cristini, che hanno il senso di affermare una pratica di confronto.

III – Circolo Ermeneutico
Dialogos è dunque una sorta di partita a scacchi. Dove però l’operazione artistica e la sua traccia, l’oggetto, si caricano di una comunicabilità reversibile, tra artista e artista, artista e opera, opera e spazio, spazio e spettatore, spettatore e spazio, spazio e opera, opera e artista, artista e artista. È per questo motivo che il dispositivo predisposto dal progetto è fatto di azioni, risposte e di risposte a queste risposte.

Assab One
associazione promozione arte contemporanea
via Assab, 1
20132 Milano
tel +39 022828546, +39 3482925085
info@assab-one.org
www.assab-one.org

April 4, 2011

Cartografia di un paesaggio sospeso

Dall’archivio storico del Comune di Jerago con Orago


Ermanno Cristini, Chiara Foletto, Giancarlo Norese, Luca Scarabelli
a cura di Alessandro Castiglioni



Sabato 9 aprile 2011, ore 15.30
Castello Visconteo di Jerago

aperto anche domenica 10 aprile, 10/12.30, 14.30/18



“Il passato è una struttura fragile, costantemente a rischio. Questa vulnerabilità segreta, non dichiarata, è legata ad una semplice considerazione: il passato è un tempo, è un luogo che non c’è più, non esiste: non possiamo vederlo, toccarlo, viverlo. A noi ne restano esclusivamente delle tracce, i segni lasciati a terra dalle cose trascinate (...)

Il passato è dunque una costante operazione di consapevolezza: è costruzione e interpretazione esercitata nel presente e soggetta a tutte le possibili oscillazioni che l’oggi manifesta o subisce. Il rapporto tra passato e presente, in questa prospettiva, risulta non lineare, complesso e spesso anche imprevedibile (...) 
Con il frammentario materiale di un passato riorganizzato ho invitato gli artisti a costruire una nuova storia, una narrazione visiva che diviene un ponte tra passato e futuro, ricordo e desiderio, nel tentativo di mappare un paesaggio, quello del nostro passato, che non c’è più...” 



Alessandro Castiglioni

In occasione di Terra, arte, radici 2011, Comune di Jerago con Orago, Associazione culturale Aleph, Castello Visconteo di Jerago


November 15, 2010

Duedinovembre 010

A cura di Alessandro Castiglioni, Francesca Marianna Consonni e Lorena Giuranna

Milano, sale PhoebeZeitgeistTeatro, viale Monza 10.
Lunedì 1 novembre 2010 dalle ore 21 alle ore 25

"Duedinovembre" si ispira a un antico e radicato rito religioso secondo cui il primo di novembre si debba prleparare un banchetto che il giorno successivo possa essere consumato in prelazione dalle anime dei propri defunti. In occasione della giornata di ricordo dei propri cari estinti, risignificando attraverso la pratica artistica il rito dell’offerta, proponiamo, in un rapporto di continuità tra cultura popolare ed arti contemporanee, un evento puntualmente allestito il primo novembre, che nella giornata successiva sia fruibile, come da tradizione, solo dai morti, nella festa a loro dedicata. La giornata di preparazione, in cui il pubblico dei vivi potrà entrare a visitare gli spazi e partecipare alla discussione, è ispirato alla tradizione dell’ofrenda, della preparazione, della relazione, della condivisione.

Per l’edizione del 2010 gli artisti sono stati invitati a proporre come loro personale offerta all’aldilà una semplice azione. La serata del primo di novembre, fino al sopraggiungere del giorno dedicato ai morti, sarà dedicata alla discussione di queste proposte attraverso una prova aperta e a un confronto su opere e temi con amici, artisti, critici e quanti vorrano partecipare. Dopo la mezzanotte, invece, a porte chiuse e per il pubblico esclusivo dei cari estinti, i tre curatori eseguiranno per procura le azioni che gli sono state assegnate.
L’evento si terrà nelle sale di Phoebe Zeitgeist Teatro di Milano in viale Monza 10 a Milano, a partire dalle ore 21. Così, come da tradizione, il primo novembre sarà dedicato alla preparazione e il due all’offerta e alla contemplazione di ciò che non può essere percepito.

Azioni di Rita Canarezza e Pier Paolo Coro, David Casini, Paolo Gonzato, Michele Lombardelli, Ingibjörg Magnadóttir, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Luca Scarabelli, Davide Savorani, Daniel Spoerri, Enzo Umbaca, Giuseppe Isgrò - Phoebe Zeitgeist Teatro.

info: duedinovembre/at/gmail/dot/com

December 15, 2009

L'ospite (e l'intruso)

L'ospite (e l'intruso): Umberto Cavenago
Un’idea di Alessandro Castiglioni ed Ermanno Cristini. Dal 12 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010 nello studio di Ermanno Cristini, via S. Pedrino 4, Varese (suonare Dessert). Tutti i giorni su appuntamento: cristini.reset-at-libero-dot-it.

L’ospite. Ermanno Cristini apre il suo studio invitando un artista a presentare un intervento o un progetto negli spazi privati del proprio laboratorio. L’invito si estende poi anche a un altro artista, celato e invisibile. L’intruso.
Un artista che invita un artista e che nasconde un altro artista. Un gioco di specchi fatto anche di incontri, fughe, dialoghi e silenzi. Lo stesso ruolo del critico è volto più ad approfondire la personalità e l’opera dei diversi attori sulla scena, che non indirizzare una linea di ricerca, legata più semplicemente ad affinità e amicizie.
Ognuno soffre la sua ombra, ci ricorda Virgilio, ognuno sente stretta la propria identità e tenta delle fughe, delle variazioni sul tema. O come nel famoso libro di Luca Canali, dove diversi colloqui tra misteriosi psicanalisti ante litteram e grandi poeti della letteratura latina, ci introducono a una riflessione su quanto il passato ci possa stare stretto e l’unica soluzione sia percorrere la nostra storia a ritroso per tentare di scardinare l’ingranaggio dell’inconscio.

Il nuovo progetto di Ermanno mi appare dunque così, come il canovaccio di una commedia di Pirandello, un gioco delle parti, una riflessione sull’io e sull’altro, lo scambio continuo di ruoli e identità sempre velato da un sorriso acuto e ironico.
Aprire questo spaccato di legami e quotidianità al pubblico permette di trasformare queste dinamiche, queste relazioni, nell’occasione per una riflessione privata ed eccentrica. L’intervento dell’artista sarà infatti accompagnato da diversi documenti di approfondimento: libri, dischi, film, fotografie e cartoline scelti volta per volta dai diversi artisti, cercando di pensare così uno spazio di contatto tra artisti e con gli artisti non istituzionale, rilassato e confidenziale.
Alessandro Castiglioni
L'intruso era Giancarlo Norese