SESTA EDIZIONE 2009-2010
Programma di residenza internazionale e festival delle arti
a cura di David Cossin, Luigi Negro e Alessandra Pomarico
Organizzazione: Calliope Comunicare Cultura
In collaborazione con:
Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili
del Comune di Casarano
Festival In Sonora e Centro D’Arte Matadero (Madrid)
Con il Patrocinio della Provincia di Lecce
New Sounds_ New Territories
Programma di residenza per lo studio del territorio attraverso il dispositivo sonoro
17-24 ottobre 2009, Casarano (Lecce)
La sesta edizione del programma di residenza e festival internazionale di musica e delle arti Sound Res 2009- 2010 si presenta al pubblico e alle istituzioni con delle importanti novità, a partire da nuove collaborazioni e una nuova sede d’azione, il Comune di Casarano, nuovi partenariati e co-produzioni locali (Calliope Comunicare Cultura) e internazionali (In Sonora e Matadero di Madrid), che consentono al progetto Sound Res di sviluppare un programma piu’ ampio e di costruire una stagione articolata nel corso di tutto l’anno.
Sound Res si fonda sull’idea di attirare nel Salento, attraverso i programmi di residenza, i protagonisti del mondo culturale internazionale e di offrire loro un luogo protetto dove dedicarsi alla ricerca, allo studio, alla messa a punto di nuove produzioni. Questa visione, che negli anni si e’ articolata con interventi in diverse aree della provincia di Lecce, appare oggi potenziata dall’opportunita’ di radicarsi nella Citta’ di Casarano, importante centro di produzione del Sud Salento, guidata da una squadra di governo motivata a fare della cultura il motore di una rinascita sociale ed economica, a caratterizzare la citta’ nel segno della contemporaneita’ e della spinta all’innovazione.
In sintonia con questa visione Sound Res abitera’ Casarano attraverso degli interventi che, andando oltre la logica dell’evento, si articoleranno nell’arco di tutto l’anno attraverso programmi di residenze, concerti, mostre d’arte contemporanea, un’attività di alta formazione e progetti di scambio con partner internazionali, al fine di sviluppare un’azione culturale organica e funzionale alla crescita del territorio e che sappia al tempo stesso rispondere alle esigenze di una contemporaneità sempre più complessa e globalizzata.
In questa direzione si muove anche la proposta di riqualificazione urbana curata dall’architetto e curatore Emiliano Gandolfi attraverso un laboratorio sperimentale di architettura che portera’ ad osservare, leggere e interpretare il territorio, le sue potenzialita’ e le sue problematiche, e che si sviluppera’ in connessione con i programmi di residenza Sound Res.
New Sounds_ New territories. 17-24 ottobre 2009 Casarano (Lecce)
Programma di residenza per lo studio del territorio attraverso il dispositivo sonoro.
Si comincia dunque dal 17 al 24 ottobre con una residenza frutto della collaborazione tra Sound Res, il Comune di Casarano e il festival IN SONORA assieme al Centro d’arte contemporanea Matadero di Madrid, importanti centri della capitale spagnola che hanno selezionato cinque giovani artisti coordinati da Anna Raimondo: Miguel Alvarez Fernandez col suo trio DissoNoiSex - composto dallo stesso Alvarez Fernandez, dal programmatore tedesco Stefan Kersten e dalla designer polacca Asia Piascik - Queralt Lencinas, e Manuel Calurano al lavoro nella prima fase di studio del territorio e degli aspetti sociali e culturali riflessi nel paesaggio.
Le premesse concettuali e la visione poetica degli artisti selezionati sembrano essere accomunate dalla riflessione, antropologica e filosofica, sulle implicazioni sociali, politiche, emotive del linguaggio, inclusi quelli artistici e tecnologici. Il concetto di paesaggio sonoro, quello di interattività, quello di multimedialità, fondati tutti sulla premessa di un dialogo, di un ascolto, di un movimento dialettico, sono anch’essi spesso condizionati da pesanti sovrastrutture. La ricerca sui nuovi media appare nel lavoro di questi artisti un modo per indagare la contemporaneita’ attraverso progetti collaborativi, aperti e condivisi, in cui l’opera diventa una piattaforma da cui partire per fare pratica ed esperienza, e una modalita’ per restituire consapevolezza del proprio “ambiente” di vita. La mappatura sonora, scelta dagli artisti come mezzo e metodo dell’esplorazione, restituisce e ricostruisce metaforicamente il Salento come territorio “nuovo”.
Programma
Residenza
Dal 17 al 24 ottobre gli artisti ospitati nel cuore di Casarano avranno modo di lavorare con artisti locali e di seguire delle mappe emotive dei luoghi costruite da chi lo abita, saranno coinvolti in momenti di scambio e di convivio con gli abitanti, visiteranno laboratori d’artisti, aree d’interesse architettonico e paesaggistico, e luoghi di vita e di lavoro. Sulla base di queste suggestioni potranno poi sviluppare la propria ricerca attraverso il dispositivo sonoro. Le opere, prodotte in situ, verranno esposte successivamente all’interno della mostra SOUNDSCAPE, l’invenzione del paesaggio, organizzata nel 2010-2011 nel Comune di Casarano, che prevede la partecipazione di affermati artisti italiani e stranieri. La mostra farà poi tappa in altre città, ampliandosi di nuovi interventi per poi approdare in Spagna all’interno della programmazione di In Sonora.
Workshop
Il 23 ottobre dalle ore 15 alle 20 c/o Il Sedile di Casarano workshop/tavola di lavoro sul tema “L’invenzione del paesaggio attraverso il dispositivo sonoro”
Giornata di lavoro e di confronto tra gli artisti Manuel Calurano, Miguel Alvarez Fernandez col suo trio DissoNoiSex, Queralt Lencinas, Antonio De Luca, Francesco Giannico, Fernando Schiavano, Luigi Presicce, Pleo, Luigi Negro, Giancarlo Norese ed altri in via di definizione
Il workshop è aperto al pubblico e consigliato agli appassionati di arte contemporanea e agli addetti ai lavori.
a seguire
sempre il 23 ottobre dalle ore 22,00 nell'attigua Piazzetta del Pesce (in caso di pioggia c/o Palestra della scuola media nella piazza del comune)
Festa/happening
concezione e allestimento urbano a cura di Davide Faggiano
installazione nel Sedile di Luigi Presicce
intervento sonoro a cura di Pleo con special guests
Nel mese di novembre, il programma Sound Res sarà presentato a Madrid all’interno del festival In Sonora che ha selezionato tre installazioni sonore di David Cossin, esposte all’interno dello spazio Off Limits di Madrid. Il nostro direttore artistico si produrrà anche in un concerto nella capitala spagnola, insieme al suo gruppo Bang on a can All Stars e al compositore Steve Reich.
L’intero programma della stagione Sound Res 2009-2010, patrocini e collaborazioni sono in fase di definizione e verranno annunciati successivamente.
www.soundres.org
UFFICIO STAMPA E PRODUZIONE
CALLIOPE Comunicare Cultura
contatti@calliopecomunicarecultura.net
October 15, 2009
October 6, 2009
Varda la Television


Billboard posting, Trieste, october 2009.
According to John Carpenter’s movie They Live, I posted a 3x6m billboard revealing the command “Watch TV” switched to the local dialect.
Labels:
Public Art,
Varda la Television,
Watch TV
neon>focus on video artists
neon>campobase
via zanardi 2/5
BOLOGNA
dal 9 ottobre 2009 @ 6.30 pm
NEON>FOCUS
on video artists
A partire dal 9 ottobre 2009 neon riapre la stagione degli approfondimenti legati al video con un nuovo appuntamento, neon>focus (on video artists), un progetto che, fino a giugno 2010, ospiterà nello spazio bolognese di neon>campobase artisti il cui lavoro è significativamente legato al medium video.
Un nucleo di artisti che saranno invitati a presentare un excursus attraverso la propria produzione video, in modo tale da dare al pubblico - nel corso di una giornata di incontro e di studio - una chiave di lettura personale della loro ricerca, non mediata dall'intervento del curatore o del critico; la giornata si concluderà con un piccolo party serale.
neon>focus è un contenitore aperto di esperienze artistiche legate all'uso di mezzi artistici specifici, e invita gli artisti a condividere e a raccontare ad un pubblico più ampio il proprio lavoro in maniera diretta e partecipata.
Venerdì 9 ottobre alle 18.30 neon>focus (on video artists) apre i battenti con una giornata dedicata all'artista Anja Puntari.
Il lavoro di Anja Puntari si concentra sul rapporto tra la società e le immagini che essa produce. L'artista è interessata in particolare alle strutture di significati che vengono costruite intorno alle immagini e ai suoni, e al rapporto che esse creano con la cultura circostante.
Le sue opere sono soggetti attivi da leggere ogni volta in relazione ad altre immagini, altre opere d’arte, e in funzione allo spazio e al tempo in cui esistono. Considerare un’opera d’arte un soggetto attivo vuol dire che essa genera significati nuovi ogni volta che la si guarda, piuttosto che esprimere simbolicamente qualcosa che è già preesistente.
Spesso Anja Puntari lavora con materiale “home-made” inserito da utenti privati su piattaforme come Youtube, Redtube o Facebook. Per questo molti dei suoi lavori diventano una sorta di ricerca antropologica, come collezioni che contengono i codici del luogo da cui provengono.
Temi frequentemente affrontati sono discorsi sociali come la in/visibilità e l’auto/controllo dell’individuo nella società contemporanea; e come certi taboo sociali vengono costruiti e diffusi attraverso il mondo delle immagini e i suoni.
Tra gli altri prenderanno parte a neon>focus:
Elena Arzuffi, Davide Bertocchi, Bianco Valente, Anna Valeria Borsari, Elena Cologni, Francesca Grilli, Sukran Moral, Giancarlo Norese, Roberta Piccioni, Cesare Pietroiusti, Marco Raparelli, Moira Ricci, Fabrizio Rivola, Stefano Romano, Sara Rossi, Marinella Senatore.
dal 22 ottobre @ 8.30 pm
neon>campobase
info-at-neoncampobase.com
www.neoncampobase.com
+39 051 5877068
via zanardi 2/5
BOLOGNA
dal 9 ottobre 2009 @ 6.30 pm
NEON>FOCUS
on video artists
A partire dal 9 ottobre 2009 neon riapre la stagione degli approfondimenti legati al video con un nuovo appuntamento, neon>focus (on video artists), un progetto che, fino a giugno 2010, ospiterà nello spazio bolognese di neon>campobase artisti il cui lavoro è significativamente legato al medium video.
Un nucleo di artisti che saranno invitati a presentare un excursus attraverso la propria produzione video, in modo tale da dare al pubblico - nel corso di una giornata di incontro e di studio - una chiave di lettura personale della loro ricerca, non mediata dall'intervento del curatore o del critico; la giornata si concluderà con un piccolo party serale.
neon>focus è un contenitore aperto di esperienze artistiche legate all'uso di mezzi artistici specifici, e invita gli artisti a condividere e a raccontare ad un pubblico più ampio il proprio lavoro in maniera diretta e partecipata.
Venerdì 9 ottobre alle 18.30 neon>focus (on video artists) apre i battenti con una giornata dedicata all'artista Anja Puntari.
Il lavoro di Anja Puntari si concentra sul rapporto tra la società e le immagini che essa produce. L'artista è interessata in particolare alle strutture di significati che vengono costruite intorno alle immagini e ai suoni, e al rapporto che esse creano con la cultura circostante.
Le sue opere sono soggetti attivi da leggere ogni volta in relazione ad altre immagini, altre opere d’arte, e in funzione allo spazio e al tempo in cui esistono. Considerare un’opera d’arte un soggetto attivo vuol dire che essa genera significati nuovi ogni volta che la si guarda, piuttosto che esprimere simbolicamente qualcosa che è già preesistente.
Spesso Anja Puntari lavora con materiale “home-made” inserito da utenti privati su piattaforme come Youtube, Redtube o Facebook. Per questo molti dei suoi lavori diventano una sorta di ricerca antropologica, come collezioni che contengono i codici del luogo da cui provengono.
Temi frequentemente affrontati sono discorsi sociali come la in/visibilità e l’auto/controllo dell’individuo nella società contemporanea; e come certi taboo sociali vengono costruiti e diffusi attraverso il mondo delle immagini e i suoni.
Tra gli altri prenderanno parte a neon>focus:
Elena Arzuffi, Davide Bertocchi, Bianco Valente, Anna Valeria Borsari, Elena Cologni, Francesca Grilli, Sukran Moral, Giancarlo Norese, Roberta Piccioni, Cesare Pietroiusti, Marco Raparelli, Moira Ricci, Fabrizio Rivola, Stefano Romano, Sara Rossi, Marinella Senatore.
dal 22 ottobre @ 8.30 pm
neon>campobase
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www.neoncampobase.com
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September 21, 2009
1hART
An idea by Viviana Checchiacurated by Viviana Checchia and Anna Santomauro
in partnership with neon>campobase (Bologna), Sabot Gallery (Cluj-Napoca), Stanica (Zilina).
July 2009 - July 2010
Have you ever thought about one hour of contemporary art at home? Exploring the website you will be able to choose among artists, curators, critics, gallerists, collectors, restorers, editors and art lovers ready to give you one hour of art delivered at your home. You will enjoy performances, video art, lectures, portfolio readings, installations, wall paintings, workshops... as never before!
Take a look to the projects, choose the country and the city you're interested in... once you have found the available artist contact us, writing the name in the object of the mail: you will be able to arrange the date and the time.
If you are an artist, a curator, a critic or an art lover, send us your project about your art hour by email.
1 h art will go on for one year, so until July 2010 you will always able to partecipate. Have a nice hour!
Information:
1hourart/at/gmail/dot/com
http://1hart.net/
Intervista a Viviana Checchia e Anna Santomauro, curatrici del progetto 1hART
Partiamo dall’idea. Un percorso che parte dal museo, percorre le strade e arriva nel privato delle case? Quando e come è nata l’idea del progetto 1 H art?
L’idea di 1hart nasce da una profonda riflessione sui problemi di fruizione dell’arte contemporanea e non. Vari studi, a ridosso tra l’arte, l’economia e le neuroscienze, hanno cercato di scoprire e stabilire quali sono i parametri attraverso cui e secondo i quali rivolgiamo la nostra attenzione verso una cosa, un oggetto piuttosto che ad un altro. Si sono riscontrate, così, più e più volte difficoltà dovute ad uno scarso senso di appartenenza nei confronti di certi ambiti, avvertito dal pubblico generico. La nostra è così diventata una sfida ma allo stesso tempo un progetto di promozione per avvicinare il pubblico all’arte abbattendo una serie di ostacoli. E perché no, proprio all’arte contemporanea interpretata come più ostica ed insensata. Riteniamo che l’arte contemporanea, soprattutto quella dei nostri giorni, sia un’arte relazionale un’arte comunicativa e per questo molto più vicina al nostro pubblico.
La ricerca degli artisti coinvolti come è avvenuta (anche a livello internazionale)? Ci sono criteri di selezione da parte di voi curatrici? È ancora aperta la selezione?
L’adesione degli artisti al progetto 1 h art è arrivata in seguito a una open call, diffusa tramite i canali ormai consolidati quali mail, social network e siti internet dedicati all’arte contemporanea. Le richieste sono state moltissime, anche grazie a un consistente uso del passaparola tra gli stessi partecipanti, ma non tutte sono state accolte. Abbiamo dovuto selezionare il materiale giuntoci, in base non solo al nostro gusto, ma soprattutto al possibile impatto che i progetti avrebbero potuto avere sul pubblico. Abbiamo cercato di privilegiare proposte in grado, a nostro avviso, di creare un contatto intimo e diretto, comunicativo e critico con il fruitore.
L’“offerta artistica” è variegata: performance, video arte, lecture, presentazione portfolio, installazione, wall painting, workshop, ecc. Si va dalla resistenza creativa dello Stupidity Removal Service di Giuditta Nelli alla Bussola delle emozioni di Elena Arzuffi. Il concetto di arte per voi è…
V.C. L’arte è libera espressione, è contatto e rapporto. Nel nostro progetto gli stili, le tecniche, i mezzi ed i metodi del fare arte sono secondari: l’importante è arrivare al pubblico, è trasmettere. Non cerchiamo di istruirli ma di solleticarli attraverso arte fresca ed innovativa.
A.S. L’arte è la capacità dell’uomo di creare nuove chiavi di lettura con le quali interpretare il mondo e la contemporaneità, di aprire nuove strade o di modificare quelle esistenti, di dar vita, attraverso la visione, il senso, la relazione e il contatto, a nuove molteplici e possibili realtà. I progetti che abbiamo scelto sono molto diversi tra loro, come diversi sono i mezzi che ciascun artista ha scelto di utilizzare: il lavoro di Giuditta Nelli, si propone di convertire ciò che comunemente è identificato come segno di stupidità in un’operazione artistica; Anna Maria Tina, invita il fruitore della sua ora d’arte a creare nuove unità di misura con cui rapportarsi alla propria casa; Luigi Negro, con Giancarlo Norese e Luigi Presicce, andrà di casa in casa portando avanti un’indagine emotiva, fatta di racconti, piccole azioni, foto e ricordi; Rita Canarezza e Pier Paolo Coro si faranno invitare da parrucchiere e barbieri, ascoltando e registrando storie tra lacca e schiuma da barba. Questi e molti altri artisti lavorano per investire di nuova luce luoghi, fisici e dell’anima, gesti, rituali, e strutture mentali, rivelando e comunicando al pubblico nuovi possibili modi di avvicinarsi all’arte e, perchè no, alla vita… in fondo, non sono poi così distanti.
“1 h art cerca di stabilire rapporti più stretti e di sollecitare attraverso vari canali il sostegno privato. La gente comune (famiglie, dipendenti statali, studenti…) potrà così diventare parte integrante di questo congegno, richiedendo un semplice servizio a domicilio. In questo modo 1 h art crea un sistema aperto, fatto di generazione e ridefinizione continua”. Ci spiegate in che modalità pensate che questo “incontro” possa contribuire a costruire “nuova arte e nuova condivisione”?
Crediamo che l’arte si crei negli occhi di chi la guarda, nelle mani di chi la tocca e nell’intimità di chi la assorbe e la interiorizza. Esiste però il rischio di un messaggio che, spesso, non è così chiaro ed immediato. Azionare un meccanismo che spinga artista e pubblico l’uno nelle braccia dell’altro può significare dare a quest’ultimo qualche strumento in più per considerare l’arte e il fare arte come uno dei tanti aspetti della propria vita. Di qui potrebbe derivare una presa di coscienza, uno stimolo ad appoggiare, promuovere, sostenere l’attività artistica. Per l’artista questa potrebbe divenire un’occasione di crescita e di apprendimento, sia sul piano artistico che su quello umano: non si tratta di una specie di tranello con il quale portare la gente comune al museo, ma di un vero e proprio incontro, di una nuova interessante conoscenza, di un atto coraggioso grazie al quale aprirsi a nuove possibilità e a nuove relazioni. E, perchè no, potrebbe diventare semplicemente qualcosa di cui parlare a cena con gli amici!
“L’arte farà qualcosa per il pubblico, il pubblico farà qualcosa per l’arte”…Si potrebbe definire 1 h art una nuova forma di volontariato? Un volontariato dell’arte che mira ad “assistere artisticamente” il fruitore occasionale?
Non parlerei proprio di volontariato, anche se allo stato delle cose non abbiamo nessuna forma di sovvenzione e quindi lavorando gratis siamo, effettivamente, dei volontari. Ma non lo chiamerei così, siamo davvero molto lontani dal concetto di volontariato. Il nostro progetto è stato interpretato da qualcuno come la banca del tempo, ed effettivamente si avvicinerebbe più a questa tipologia di scambio che ad altro: noi diventiamo gli artifici di un meraviglioso baratto. Inneschiamo un processo di promozione che, speriamo nel tempo, renderà i suoi frutti e porterà più visitatori anche nei contesti più istituzionalizzati.
L’iniziativa è pubblicizzata soprattutto mediante il sito web http://1hart.net/. Il sito rappresenta certamente un canale per il “reclutamento” degli artisti e la proposta del servizio di “arte a domicilio” attraverso la presentazione delle tipologie di “ore d’arte” messe a disposizione dagli artisti. Avete pensato di rendere pubbliche anche le testimonianze dei fruitori, materiali video o fotografici delle performance artistiche? Insomma, un feedback delle esperienze… Inoltre, potete darci un’idea dell’esito di alcune performance e dirci quante sono state già svolte. Com’è la risposta del pubblico in termini di quantità di richieste e di grado di coinvolgimento?
Il sito è effettivamente una parte integrante del nostro progetto. Pensiamo di rendere pubblica solo una traccia degli incontri per ora, ma l’obiettivo è quello di far confluire tutto il materiale documentario raccolto nel corso di un anno in una mostra presso il project space neon>campobase di Bologna, che è uno dei nostri partner insieme a Sabot Gallery (Cluj-Napoca) e Stanica (Zilina). I primi incontri sono sul punto di svolgersi, dopo la pausa estiva ci sono state le prime richieste e tra poco daremo inizio al meccanismo di 1 h art (stiamo già assistendo allo scambio di email tra un’artista e la sua ospitante). Arrivare a un pubblico generico non è semplice, per questo la promozione è un momento cruciale del progetto, perché questo si realizzi in maniera autentica e capillare.
(da www.tafter.it)
August 29, 2009
Intermedia: a generation of artist's books, 1999-2009
O' is pleased to present the first appointment of the INTERMEDIA cycle on September 17; an exhibition of alternative artist's media conceived and curated by Giorgio Maffei along with Die Schachtel, O' and Christoph Schifferli. Over forty years after the publication of the text “Intermedia” (February 1966) by Dick Higgins in “The Something Else Newsletter,” the curators of this exhibition have borrowed this title which best expresses the need of contemporary culture to 'shuffle the cards,' to break down the strict barriers between disciplines and to consider art and its expressive ways as one singular creative process. The history of 'alternative media' used by artists as an expressive means, equal to more traditional ones like painting and sculpture, conventionally started in the beginning of the nineteen seventies; a period in which the experiments of new poetry came together with the overcoming of pictorial material in conjunction with the development of certain social and cultural factors that determined the transformation of the artist's role and status.This period of maximum expansion of the 'consumer society' and diffusion of mass culture, saw the rise of cultural models which were taking the almost magical and elitist aura the artists had enjoyed until then away from them. Antagonistic society, with tendencies toward demolishing traditional behavior, tried to find a wider accessibility to art, a superimposition of the usual aesthetic categories that still made the division between 'fine arts' and 'applied arts' and the transformation of the inspired and solipsistic dimension of the artist-creator. In this climate, the art market was proposing the idea of the 'multiple' as an object for the masses and to spread the use of intermedia, that is the combination of techniques and expressions belonging to different linguistic spheres. Books and records are the most suitable instruments for taking on this transformation: agile, easy to produce, low cost and more than anything else, they are easily made available to a wide audience which spans class and geography. The artist takes on the whole intellectual and social responsibility of the creation, construction and distribution of the artwork.
The cycle of exhibitions is conceived through themes and segments. A subdivision which is as banal as it is useful to follow the parallel development that the book and the record (as well as video, cinema, theater, dance) have gone through compared to the traditional case study of artistic historiography. The first appointment of the cycle, “ 10 - a generation of artist's books, 1999-2009,” concentrates on the international production of the last decade, exhausting the concept of 'latest generation' and starting instead from the present, contemporary time eventually retracing this thread of history backwards. The exhibit offers, for the first time in Italy, a mapping of the publication of artist's books in the current decade through three parts: one structured around precise curatorial ideas and choices; one dedicated to the Zine Series from Nieves Editions in Zürich, one of the most important independent publishers of artist books; and the third dedicated to the most diverse self-produced artists' publications, collected through direct invitations to the artists and available to be consulted by the public.
For the occasion, a catalogue will be published that will also collect all of the contributions received.
Opening Sept 17th, 2009 at 7pm – until Oct 9. Mon/Fri 3pm-7pm
O'| residenze | fotografia | suono | performance associazione non profit | via pastrengo 12, 20159 milano
The cycle of exhibitions is conceived through themes and segments. A subdivision which is as banal as it is useful to follow the parallel development that the book and the record (as well as video, cinema, theater, dance) have gone through compared to the traditional case study of artistic historiography. The first appointment of the cycle, “ 10 - a generation of artist's books, 1999-2009,” concentrates on the international production of the last decade, exhausting the concept of 'latest generation' and starting instead from the present, contemporary time eventually retracing this thread of history backwards. The exhibit offers, for the first time in Italy, a mapping of the publication of artist's books in the current decade through three parts: one structured around precise curatorial ideas and choices; one dedicated to the Zine Series from Nieves Editions in Zürich, one of the most important independent publishers of artist books; and the third dedicated to the most diverse self-produced artists' publications, collected through direct invitations to the artists and available to be consulted by the public.
For the occasion, a catalogue will be published that will also collect all of the contributions received.
Opening Sept 17th, 2009 at 7pm – until Oct 9. Mon/Fri 3pm-7pm
O'| residenze | fotografia | suono | performance associazione non profit | via pastrengo 12, 20159 milano
tel +39 02 6682 3357 | fax +39 02 3931 3654
www.o-artoteca.org
email: o AT o-artoteca.org
July 10, 2009
[un]defined09
A multimedia arts festival that links art and culture to social commitmentAs with previous editions of the [un]defined festival – held in the Pulverturm tower and the gym facilities of the railway employee's recreation club – this event is all about facilitating connections between audience and creator. In 2008 it was the purpose of “[un]defined – temporary autonomous zone” to establish within a defined context the dynamics of an Open Atelier. This year's edition focuses on reflections of urban reality.
The name of the festival: [un]defined indicates the performative and process-driven orientation of this event. It is the festival's purpose to stimulate spontaneity and improvisation within general parameters. Actions and interventions by artists, film-makers, actors and actresses, authors, musicians, architects and philosophers are welcome.
Time Frame: The Festival opens on 8th of August 2009 and concludes on the 22nd of the same month. The creative participants should therefore begin their work on 1st of August.
Venue: The building and surrounding square of the Francesco Rossi Casern in Merano/Maia Bassa.
Thanks to the cooperation of the Italian Military and the State Property Office this area can be used over several weeks for cultural and artistic projects.
Events: Currently scheduled are exhibitions, open studios and creative workshops, musical events, experimental cinema and the installation of sculptural information boards within the surrounding urban area – to be carried out by local artists and architecture students of the Technical University of Vienna TU Wien.
A Festival within the Festival: The popular Merano09 Music Aid – for Emergency and Los Quinchos – will take place this year at the [un]defined location.
The military compound of Merano, located in the artisanal zone of the Maia Bassa district is a so-called NONROOM, an area used almost exclusively for military purposes. Therefore the general public basically had no free access to this space. In this place, which cries out for a new identity, new impulses shall be provided. Thus, a temporary platform for conducting experimental, artistic and scientific works will be created. Curiosity and interest about this new developed urban area will be awakened also among the local population.
To increase its attractiveness for visitors, the square of the Francesco Rossi Casern will be transformed into a communication centre. A small pub will complete the range of events on offer.
Trama21
Nell'ambito della manifestazione [un]defined09 Trama21, gruppo di ricerca per l'arte contemporanea, cura il progetto “Laboratorio confine/Grenz Labor”.
Al ... piano dell'edificio “Rivoir, che fa parte della Caserma “Francesco Rossi” di Maia Bassa a Merano, circa venti “unità” sono messe a disposizione per l'attivazione di un laboratorio di ricerca rivolto a persone che vivono o attraversano la città. La base militare si trasforma così in una piattaforma di ricerca e riflessione sul concetto di “confine” nelle sue diverse accezioni.
Spesso diamo per scontato che il confine sia un segno rigido di demarcazione che separa un dentro e un fuori, una soglia che divide e definisce stabilendo inclusioni ed esclusioni. Tuttavia negli sviluppi della storia europea il confine è stato anche una fascia in cui due culture o due organismi statali s’ interpretavano e comunicavano.
Il confine difatti può essere visto da punti di vista diversi proprio per la sua caratteristica di essere un luogo che, paradossalmente, chiude e delimita uno spazio stabilendo contemporaneamente una connessione viva e costante tra interno ed esterno.
Confine quindi come luogo di mediazione, come passaggio e processo in atto di trasformazione e soprattutto come metafora di un concetto d’identità che nella relazione e nella differenza trova la propria sostanza, nella certezza che non si è davvero mai se stessi se non si interroga l’altro, se non si è capaci di farsi carico della prospettiva dell’altro.
Il Laboratorio confine/Grenz Labor si articolerà quindi essenzialmente su due binari in costante relazione: l’indagine teorica; l'elaborazione in un processo creativo del materiale reperito, scandita da momenti d'incontro e discussione, e l'organizzazione di una giornata conclusiva che, oltre a raccogliere e rendere visibili i risultati della ricerca, costituisce un momento ulteriore e parzialmente autonomo, aperto alla partecipazione di un pubblico più ampio.
Trama 21
Research Group for Contemporary Art
trama21.undefined09 (at) gmail.com
Labels:
collaborative art projects,
meran,
residency program
Dall'archivio
Mercoledì 1 luglio e giovedì 2 luglio, ore 16,30-19,30, in seguito su appuntamento, in visione e consultazione i libri d'artista dell'archivio, recentemente donati o acquisiti, di: Vincenzo Agnetti, Aurelio Andrighetto e Elio Grazioli, Anselmo Anselmi, Stefano Arienti, Art-Language, Gianfranco Baruchello, Mirella Bentivoglio, Mariella Bettineschi, Stefano Boccalini, Anna Valeria Borsari, Jimmy Boyle, Angelo Bozzolla, Franco Busatta, Luisella Carretta, Gianni Caruso, Gea Casolaro, Guglielmo Achille Cavellini, Mark-Camille Chaimovitz, Giuseppe Chiari, Gianluca Cosci, Eredi Brancusi, Douglas Davis, Guy Debord, Antonio Dias, Giorgio de Chirico, Marcel Duchamp, Salvatore Falci, Fluxus, Raffaella Formenti, Moreno Gentili, Robert Gober, Felix Gonzalez-Torres, Meri Gorni, Luigi Grazioli, Carlo Guaita, Keith Haring, Marianne Heier, Emilio Isgrò, Sanja Ivekovic, Ilya and Emila Kabakov, On Kawara, Joseph Kosuth, Armin Linke, Sergio Lombardo, Richard Long, Urs Luthi, Mauro Maffezzoni,Valeria Magli, Amedeo Martegani, Dalibor Martinis, Letizia Minotti, Mirabel Compagnie, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Bruno Munari, Maurizio Nannucci, Bruce Nauman, Giancarlo Norese, Margherita Palmero, Paolo Pasotto, Luca Patella, Paolo Patelli, Marcello Pecchioli, Cesare Pietroiusti, Lucio Pozzi, Gerhard Richter, Mark Rothko, Lucio Saffaro, Guido Sartorelli, Mariateresa Sartori, Piccolo Sillani, Alan Sonfist, Franco Vaccari, Maurizio Vetrugno, Andy Warhol.AR.RI.VI
info (at) ar-ri-vi.org
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