October 4, 2014

Più arte per tutti!, Empoli

Sincresis
associazione culturale per le arti contemporanee
presenta

Più arte per tutti!
sabato 4 / domenica 5 ottobre 2014
via della Repubblica 52/54, Empoli (Firenze)
sabato: ore 14.30 / 21, domenica: h 10.30 / 20

con Lisa Batacchi, Raffaello Becucci, Lapo Binazzi (UFO), Giancarlo Norese, Claudio Parrini

e la partecipazione di Aurelio Amendola, Vito Deleonardis, Ubaldo Fadini, Filippo Falaguasta, Francesco Galluzzi, Luca Musacchio, Jacopo Renai, Luca Scarabelli

coordinamento di 
Outarte
SomethingLikeThis

e il supporto tecnico di
Dituttodipiù

bitcoin friendly event


Dopo l’esperienza di “Meglio mangiare poco tutti i giorni che tanto una volta al mese”, avvenuta nel maggio scorso a Montelupo Fiorentino, in concomitanza con un mercato dell’usato organizzato da “Dituttodipiù”, il progetto arriva ora a una sorta di seconda ricognizione. 

Nuovo banco di prova è Sincresis, l’Associazione culturale per le arti contemporanee diretta da Alessandra Scappini a Empoli, che nei giorni 4 e 5 ottobre 2014 ospiterà una mostra dal titolo “Più arte per tutti!”. 
Come nell’operazione precedente, l’intento è quello di sondare, grazie all’iniziativa di un gruppo di artisti che si sono uniti alla causa, la relazione e il rapporto/scontro tra arte e mestiere, in quanto posizione e valore dell’artista all’interno di un sistema e della sua “sopravvivenza” nel sistema stesso… un paradigma della condizione di chiunque voglia riflettere sul significato attuale della parola “lavoro”.

Articolata sia negli spazi interni che quelli esterni della galleria, l’esposizione nasce quindi dopo attente riflessioni sulla questione dell’opera d’arte e la sua “diffusione”, attraverso le diverse esperienze economiche e di comunicazione, in particolare quelle più popolari e per così dire “anarchiche“ che oggi trovano linfa attraverso internet oppure in ambiti “alternativi“. Di discussione in discussione, è nata l’idea di rimettere in gioco la questione, di provocare il visitatore occasionale che spesso resta passivo di fronte alle manifestazioni cosiddette artistiche, e di andare a instaurare un dialogo propositivo tra artisti, collezionisti, appassionati, mecenati, semplici curiosi: cercare di non relegare tutto all’idea di istituzione, spesso con i suoi sistemi rigidi e limitativi, riferito non alla galleria in quanto tale, ma al sistema; e ribaltandone non il significato, ma il fine stesso. 

La galleria si aprirà alle istanze di questi cinque artisti che, a loro volta, coinvolgeranno altri artisti, teorici e professionisti, seguendo una linea di pensiero del dialogo, andando a esporre e a creare “mercato” con le loro opere, ma anche presentando oggetti vari, concetti, progetti culturali, dimostrazioni in diretta del loro “fare arte“, mirando a riflettere sul ruolo della “produzione”.

La mostra, da semplice (si fa per dire) contenitore di oggetti d’arte, aspira a divenire un contenuto in trasformazione: ogni autore allestirà una sorta di banco, dove “mercanteggiare” le proprie produzioni, ma il banco sarà anche uno spazio di dialogo diretto, in progress, durante i due giorni dell’iniziativa. Si potrebbe definire questa una mostra “aperta”, capace di andare incontro a chi spesso si fa timido e impaurito verso le istanze più elitarie dell’arte, cercando il confronto, lo scambio, la vendita, come dire: “… una stretta di mano e l’affare è fatto!” (e si accettano bitcoin e altre criptovalute).

Il titolo, quasi uno slogan, oltre a riecheggiare una manipolazione del consenso del nostro recente passato, rivendica la presa di responsabilità degli artisti nel mettersi in gioco, nell’ambizione di uscire da un regime di regole, dal potere imperante, a testa alta, coraggiosamente… Rivendicando inoltre un proprio spazio d’azione, mettendosi in discussione, cercando di imporsi dentro le regole per poi stravolgerle, questi artisti si creano una piattaforma di mercato e di valutazione personale, sia economica (nella vendita e divulgazione del proprio impegno), che artistica, nel ruolo che un’opera assume all’interno della società “popolare“.

Oltre agli iniziatori del progetto, gli artisti Lisa Batacchi, Raffaello Becucci, Lapo Binazzi (UFO), Giancarlo Norese e Claudio Parrini, parteciperanno Vito Deleonardis le sue “Espressioni 900”, collezione di cataloghi e libri d’arte, molti dei quali vere e proprie rarità, e Jacopo Renai, con oggetti di design e altro ancora.
Inoltre, coordinati dallo storico e critico d’arte Francesco Galluzzi (con la collaborazione di Claudio Parrini), saranno presentati anche due incontri aperti al pubblico che andranno ad approfondire maggiormente la questione: sabato 4 ottobre alle ore 17, sarà il turno del filosofo Ubaldo Fadini, mentre domenica 5 ottobre, sempre alle 17, si terrà una “chiacchierata” con il fotografo Aurelio Amendola (che per l’occasione esporrà anche un suo lavoro fotografico). 

per informazioni e appuntamenti:
Sincresis Associazione Culturale per le arti contemporanee
via della Repubblica, 52/54 - 50053 Empoli (Firenze)
tel. 0571 73619; a.scappini(at)virgilio.it

Outarte, www.outarte.com
Dituttodipiù, www.dituttodipiu.net

Come arrivare
in auto: superstrada da Firenze o da Pisa (FI PI LI), uscita Empoli (la seconda dopo Empoli Est o Empoli Ovest), a 700 metri verso il centro di fronte alla incoop di Via della Repubblica;
in treno: da Firenze, da Pisa, da Siena fermata Empoli e proseguire a piedi per un chilometro in direzione Pisa.

September 16, 2014

FORM: PERFORM: REFORM, Dundee

‘FORM: PERFORM: REFORM’ is an exhibition in three parts. This means our gallery spaces have been divided loosely into containers for these three ideas. What links these spaces is the motif of creating an identity by the act of mimicking someone, or something, else.

‘FORM’ is a part of the whole which looks at ways in which artists adopt different organisational models to frame their practice within.

‘PERFORM’ looks at the ways in which artists work into their identity a sense of self-mythologizing, or storytelling related to the cultural expectations of art or artists.

‘REFORM’, is both related to the notion of FORM and PERFORM, by realizing that discourse shapes the reception of these approaches, whilst also explicitly referring to the projected future of the space ( GENERATORprojects) that the exhibition takes places within.

Featuring: Nelly Agassi, Dave Beech, Andy Hewitt & Mel Jordan (FREEE), Matt Crawley, Harry Meadley & David Steans (Leeds Weirdo Club), Megan Daalder, David Horvitz, Antti Laitinen, Giancarlo Norese, Euan Taylor.

Opening: Friday 19th September, 7-9pm
Continues: Saturday 20th September – 5th October
THURS-SUN, 12-5pm

GENERATORprojects
25/26 Mid Wynd Industrial Estate
Dundee, DD1 4JG. 
mail (at) generator projects co uk

September 7, 2014

I baffi del bambino, Milano

ph. Massimo Biava
Lucie Fontaine is glad to present “I baffi del bambino” [the child’s moustaches] a project curated by Luca Bertolo. The exhibition opens on September 15, 2014, from 7 to 9 pm and it will remain on view until December 15, 2014.

Accompanied by the following text, the project includes works by Alis/Filliol, Riccardo Baruzzi, Luca Bertolo, Sergio Breviario, Chiara Camoni, canecapovolto, Bettina Carl, Radu Comşa, Flavio Favelli, Linda Fregni Nagler, Antonio Grulli, Paul Housley, Esther Kläs, Adriano Nasuti Wood, Giancarlo Norese & Cesare Pietroiusti, Katrin Plavcak, Alessandro Pessoli, Luigi Presicce, Fabrizio Prevedello, Autumn Ramsey, Antonio Rovaldi, Alessandra Spranzi and Italo Zuffi. Lucie Fontaine’s address is Via Rigola 1, Milan; it is open by appointment only. Please contact Lucie Fontaine’s employees at felix@luciefontaine.com.



[lines deleted] ... in other words, a nicely curved shoulder is practical (and therefore handsome) while a sunken chest is not (and therefore unseemly). Who says so? Anatomy, Mechanics, and the Laws of Physics.[lines deleted]

Precisely twenty years ago, my friend Luca Giorcelli and I opened Risultati buoni1, a show of works done by four hands. We’d started from medical and veterinary pamphlets we’d found in abandoned rooms at the former Sierotherapy Institute in Milan. We’d taken photographs of certain images taken from books (dogs, horses, tools) and printed exploded views. We’d also monkeyed with the texts, deleting certain parts. The big attraction that lent the show its name was a series of semi-nude women (patients photographed following a hip operation) apparently caught in the act of performing absurd dance steps. An audio track completed the show: short bursts of birdsong accompanied by comments in Russian in a virile man’s voice. With the exception of our girlfriends and a few other friends we’d invited for the inauguration, that show – my very first – received no other visitors.

Contemplation is nothing more than an occasional lapse in that widespread and all-inclusive condition of always having to do some this or that, this and that.2

I purchased my first work of art, a painting, in 1993. I bought it right from the author, an older friend of mine, spending two thirds of what I had in the bank, the equivalent of today’s one thousand euros. The small beautiful canvas rather simply shows a man sitting. Slightly green against a slightly green backdrop. And just what is this slightly awkward man doing? Sitting. He’s evidently chosen a comfortable spot from which to view the world. Now as everyone knows, contemplation is an entirely peculiar activity, given that one’s attention is not focused as much on things as on what they mean. And as Byung-Chul Han3 explains, contemplation is by no means passive; it is, on the contrary, a form of activity of higher level, as well as a much-needed corrective to the somewhat hysterical form of activism (performance) that characterizes this moment in our history. But times are hard for contemplation and contemplators, even in the world of art, where the mere mention of the word suffices to get a roomful of people antsy.

To tell the truth, we’re all clumsy things ourselves. This burden, both detestable and heart-warming, represents our human condition only too well: creatures tottering between animality and culture, the pleasure principle and reality, body and spirit, approximation and fanatical perfectionism. And keeping balance is hardly easy. Particularly stimulating in a work of art, whenever I happen to find it, is the tension between elegance and awkwardness. It cheers me up no end. Also, as many of us have observed, certain gestures can be all the more expressive for their clumsiness. At any rate, ever since the world was born, artists, writers, scientists, and musicians have been bustling around forms attempting to create elegance and bring a bit of order to chaos. They try damnedly hard. That’s entirely understandable. The limit is reached when the form is so tight that all life gets smothered inside.

to repeat: it is the impossibility of eradicating entirely the "arbitrariness", except if one chooses the solution of the monochromes – and maybe not even then – that is at the base of our current mourning of modernism.4

At a distance, I think this show also has something to do (again? perhaps so...) with the so-called death of utopias. Organizing the perfect society, building the new Man – these are the sublime aberrations we’re talking about. Humanity doesn’t really seem to have had much luck with socio-political planning so far. Sooner or later some glitch or side-effect comes up, like gulags. Modernism was another expression of that same exasperated idealism, if but with less horrible consequences. One way or another, Modernist diktats have been safely removed to the attic for some time now. So why, in fact, should any monochrome be deemed more pure than a wanderer looking over a sea of fog?

Here’s the bottom line: what I’m about to say may appear off the subject or at least at odds with what I’ve said above. Bear with me: despite all his fragility, the child commands. Ruthless hunter of lizards, candid self-accuser, powerful improviser – that’s a child. For an adult, the child is a counter-study. And if that’s the case, he can even have a moustache5. A child is a lake an adult can tap for moisture whenever he feels dried up. A child stumbles and trips again, drawing benevolent smiles from adults: he is the one who will be looking after his forefathers.
L.B., March-August 2014



1. The show was held at Circolo Culturale Index in Milan.
2. Carlo Sini, "Alle radici ancestrali del disegno", in Il disegno dopo il disegno, Pisa University Press, 2013.
3. Byung.Chul Han, Die Müdigkeitsgesellschaft (Fatigue Society), 2010.
4. Yve-Alain Bois, Painting as Model, MIT Press, 1990.
5. See Il bambino con i baffi, “acoustic film” by canecapovolto, a work on display in this show.

(translation by Craig Allen)


Lucie Fontaine
via Rinaldo Rigola, 1
20159 Milano
www.luciefontaine.com

June 29, 2014

Vernice, Favara

28-29 giugno 2014
Casa A. Majorca, Palazzo Cafisi, Favara
Parking 095 presenta
VERNICE

Progetto a cura di Donatella Giordano e Katiuscia Pompili.

Giovanni Albanese, Fabrizio Basso, Iginio De Luca, Emilio Fantin, Felice Levini, Giancarlo Norese, Tiziana Pers, Cesare Pietroiusti, Gianni Pioventini, Luigi Presicce, Delphine Reist.

Le mostre e gli eventi temporanei sono da anni pratica privilegiata dagli artisti che cercano di instaurare un dialogo diretto con la popolazione del luogo in cui sono chiamati ad operare. L’attenzione si sposta dunque sul “processo di creazione” come momento di partecipazione o come suggerisce Derrida, luogo di “coabitazione", di apertura all’ «estraneità dell’estraneo».
Sostiene Vattimo che “i linguaggi e i generi artistici” non possono essere considerati dei “sistemi raffigurativi poiché se così fosse si lascerebbero sfuggire i tratti complessi del mondo e della vita vissuta”. Si pone, dunque, l’esigenza di “mettere in discussione la pura valenza ‘estetica’” e di “prenderli sul serio come eventi, rifiutandosi di ridurli a ‘immagini di immagini’”.
Vernice presenta undici telefonate agli artisti che hanno aderito al progetto, realizzate in forma di monologo, registrate grazie ad un’app per smartphone. L'assenza di risposta attribuisce al pubblico il ruolo di interlocutore. Le voci irrompono nelle sontuose e decadenti sale di Casa Majorca accompagnando lo spettatore alla scoperta dell’abitazione che attraverso l’architettura, la decorazione e lo status di abbandono parla della sua storia.
L’operazione situation-specific pone, inoltre, l’attenzione sul presenzialismo delle inaugurazioni. L’opening, forse l’unico evento sociale in cui il mondo dell’arte si ritrova e in cui l’opera d'arte dovrebbe rappresentare il fulcro della discussione, diviene spesso solo un pretesto per tessere relazioni di convenienza.
Le voci e i racconti degli artisti disegnano una rete a più maglie dove il processo critico porta a punti di contatto e di messa in discussione, in un confronto aperto e senza filtri. Un primo passo verso la condivisione e la costituzione di una piattaforma comune, itinerante e polifonica realizzata in un paese caratterizzato dall'abbandono abitativo del centro storico, dalla massiccia emigrazione e dall'abusivismo edilizio.
Casa Majorca, presentata ai favaresi nella sua nudità e nella sua essenza, lascia al pubblico la libertà di muoversi in uno spazio vuoto ma colmo di segni, memorie e voci. Il pubblico come attore responsabile del proprio territorio e di un futuro comune costruito sulle macerie di una storia avvenuta per delega attraverso decisioni non condivise.

parking095.blogspot.it

June 26, 2014

Besides, it’s always the others who die

ISBN 978-3-86984-080-2
English, 116 pages, 31 ill. in b/n and color, linen
This book, whose title is the epitaph on Marcel Duchamp’s tombstone, is one of several initiatives that we have developed around the theme of death, starting from “The Celebration of the Living (who reflect upon death)", and is based on a conversation held in Rome on January 19, 2014, in the form of an "exquisite corpse".

Edited by Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti, and Luigi Presicce on the occasion of the exhibition "Gelosia" at the Kunsthalle Marcel Duchamp, Cully, Switzerland (April-June 2014).

A collective text by Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Sara Alberani, Lisa Batacchi, Marco Benincasa, Carolyn Christov-Bakargiev, Sarah Ciracì, Irene Coppola, Gianluca Marinelli, Luca Musacchio, Caterina Pecchioli, Mattia Pellegrini, Davide Ricco, Roberto Tenace.
With additional notes by Ayreen Anastas and Rene Gabri, Stefan Banz, Francesca Marianna, Adrian Paci, Antonella Rizzo, Giorgio Rizzo, and Franco Vaccari; a series of drawings by Francesco Lauretta portraying people in the pose of recently dead bodies, executed during the 4th edition of “The Celebration of the Living (who reflect upon death);” and photographs found the same day at the Porta Portese flea market.


Produced by Kunsthalle Marcel Duchamp, available at Verlag für moderne Kunst.

May 12, 2014

Home Theatre, Roma

HOME THEATRE
Prima rassegna di videoarte domestica.

A cura di Lorena Benatti, Giorgio de Finis, Donatella Giordano, Mattia Pellegrini, Donatella Pinocci, Davide Ricco, Olivia Spatola, con la collaborazione degli abitanti di Metropoliz e del “4 stelle” e dei Blocchi Precari Metropolitani

MAAM_Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia
Via Prenestina 913, Roma
16 maggio 2014, dalle ore 16 alle 20 
(si replica al “4 stelle” occupato nell'ambito delle iniziative per il Mediterraneo Antirazzista il 25 maggio 2014, stesso orario in via Prenestina 944)

La videoarte entra nel museo “reale” e si fa domestica. Non poteva essere altrimenti al MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, museo abitato, relazionale e situazionista, che nelle case ha collocato la sua collezione di quadri. Anche questa rassegna, come già la Pinacoteca Domestica Diffusa, nasce, infatti, come dispositivo per favorire l’incontro, invitando il visitatore a varcare la soglia di casa. Oltre cinquanta abitazioni metteranno a disposizione tv e salotto per ospitare arte e pubblico, in una dimensione raccolta, intima, ma dove non solo è lecito, ma obbligatorio parlare. WELCOME! E buona (condi)visione.

Giancarlo Norese, Orn (porn with no P)

PROGRAMMA

L'ALTRO E L'ALTROVE
a cura di Lorena Benatti per Festarte
Festarte prendendo spunto dal nome del museo “L’ALTRO E L’ALTROVE” vuole immergere le 22 opere video, collocate nelle abitazioni e rese visibili nei televisori di proprietà di ciascuna famiglia, in stretto dialogo con gli abitanti, i loro ambienti ed il pubblico. Un nuovo assoluto per un caleidoscopio di rimandi e percezioni. Chi è l’uno e chi l’altro? Dove il qui e l’altrove ?
Una rassegna sul vulnerabile che è in noi!
In primo piano riflessioni su etica, rispetto, riconoscimento delle diversità e dell’uguaglianza, esclusione, libertà, separazione, oppressione, legalità, questioni identitarie…
22 opere: 3 prime, più 13 dal mondo e 6 dall’Italia selezionate dall’archivio video di Festarte.

SEZIONE PRIME
Elena Bellantoni, HALA YELLA adios/addio, Italia, 2014, 5’00”.
Cinzia Sarto, DISQUIET, Italia, 2012, 3’16”.
Elio Castellana, LOLA NEGRA, Italia, 2014, 7’44”.

RASSEGNA MONDO
Morten Dysgaard, THE PRESENCE OF ANOTHER DOOR, Danimarca, 2007, 6’15”.
Morten Dysgaard, DETECTIVES ON THE LOOSE, Danimarca, 2007, 4’20”.
Morten Dysgaard, THE DOOR OF THE LAW, Danimarca 2009, 5’45”.
Javier Orlando Castro Rivera, Celia Gonzalez, Yunior Aguiar, OCTUBRE, 2008, Cuba, 2008, 1’13”.
Mladen Stropnik, NICE SHOT, Slovenia, 2009, 1’33”.
Noemi Sjöberg, TEHRAN, Spagna/Svezia, 2005, 5’11”.
Eduardo Gabriel Herrera, INSEDIAMENTO, Argentina 2009, 5’59”.
Outi Sunila, LABYRINTH, Finlandia, 2010, 4’30”.
Julieta Maria, BIRD, Colombia/Canada, 2010, 2’00”.
Yasmijn Karhof, EYE, Olanda, 2006, 4’20”.
Ruben Broekhuis, KeesRiphagen, PARFUM, Olanda, 2010, 0’45”.
Sylvia Winkler, Stephan Koeperl, ALEXANDRA OPEN, Austria/Germania/Irlanda del Nord, 2009, 1’40”.
Asaf Shani, NIGHT TRAIN, Israele, 2008, 8’00”.

RASSEGNA ITALIA
Loredana Longo, SOUVENIR #3 - family portrait, Italia, 2009, 7’16”.
Pietro Mele, BEAUTIFUL LANDSCAPE #1, Italia, 2006, 1’46”.
Estevan Bruno, IL GIOCO DEL MONDO, Italia, 2009, 3’25”.
Luca Lumaca, ANGEL, Italia, 2007, 3’25”.
Davide Sebastian, THE GAO BROTHERS VIDEO PORTRAIT - chapters 1 & 2, Italia, 2012, 5’50”.
Marco Pellegrino, VITTI-MALE, Italia, 2010, 6’14”.


IMPERFECT IDENTITIES
a cura di Olivia Spatola
Lo sradicamento come principio sostanziale entro il quale smarrire ogni ipotesi di identità individuale: mille volti diventano un solo linguaggio, migliaia di lingue un solo mondo, cangiante e mutevole, capace di aderire alla forma dell’acqua e adattarsi, di volta in volta, ad una nuova dimora, sempre diversa, sempre la stessa. In un luogo caratterizzato dalla propria spersonalizzazione, labile caducità sulla soglia della decadenza, l’uomo muta i suoi connotati individuali per divenire molteplicità, unità raggiunta nell’eterodossia di pensiero, lingua e costume. Tale microcosmo babelico si pone come specchio dell’intera società, sempre più fagocitante e fagocitata da sé medesima, in cui l’individuo non esiste se non in quanto simulacro di sé stesso. Lo smarrimento è allora sintesi dell’ineguale, perdita di punti di riferimento, multiculturalità che accoglie all’interno della propria dimora la diversificazione, l’intreccio e la sovrapposizione. La sostanza dell’individuo si disperde in una più ampia sostanza universale, la sua materia tralascia e idealmente abbandona la misura del corpo raggiungendo e superando l’imperfezione instabile dell’identità.

Nicola Evangelisti, MONOSCOPIO'S SOUND COLLAGE, Italia, 2014, 10’00”.
Vincenzo Marsiglia& Urban Casbah, STAR MOOD, Italia 2011, 2’17”.
Fabio Bozzetto, LA DANSE DU CORP SANS ESPRIT, Italia, 2007, 2’30”.
Francesca Fini, MOTHER –RHYTHM, Italia, 2013, 12’.
Gian Luca Beccari, ANIMA, Italia 2004-05, installazione interattiva.
Lara Mezzapelle, Giacomo Deriu, ORDINE, Italia 2014, 5’00”.
Valentina Miorandi, CROSS BROADWAY, Italia, 2009, 5’27”.
Giuseppe Rado, LAND(E)SCAPE (The Baron in the Trees), Italia, 2013, 2’30”.
Davide Coltro, MISTERI, Italia, 2008, 8’37”.
Ferrariofreres, LA RELIGIONE DELL’ARTE#1: La Mariée mise à mort par ses célibataires, même Ferrrariofreres, Italia, 2014, 5’.
Elisa Strinna, LA RAGAZZA MELA, Italia 2011, 8’20”.


WELCOME
a cura di centoxcentoperiferia 

All’interno di residenze multietniche si apre un itinerario nel quale l’idea della casa viene attraversata e interpretata da 15 artisti. La casa diventa corpo, volo, volto, città, scenario multiplo di voci, relazioni, viaggio tra metafora e memoria. 
Welcome è un percorso di conoscenza video arte che si articola tra ambienti tanto familiari quanto 
universali.

Canecapovolto, DEMO FILM ACUSTICI, Italia, 2013, 2’42”.
Carlo Cislaghi, IN THE BEGINNING, Italia, 2004, 4’55’’.
Federica Di Carlo, OGNI COSA È ILLUMINATA#3, Italia, 2014, 1’34”.
Iginio De Luca, SE QUESTE MURA POTESSERO PARLARE, Italia, 2005-08, 3’30”.
Elizabeth Frolet, LES ORS DE LA MANDRAGORE, Italia, 2013, 3’12”.
Filippo Leonardi, VOLO UNICO – VOLO 11, Italia, 2013, 10’58”.
Sandra Hauser, "WEIßT DU WIE VIEL STERNLEIN STEHEN" – “SAI QUANTE STELLINE CI SONO LASSÙ”, Germania-Italia, 2007, 3’35”.
Cristiano Luciani, EVOKE, Thailandia, 2013, 5’40”.
Antonello Matarazzo, LA POSA INFINITA, Italia, 2007-11, 2’11”.
Luana Perilli, COLONY FOUNDATION (the future is not what it used to be), Italia, 2012, 7’00”.
Claudia Quintieri, DADDY. SOGNO DI UNA BAMBINA E DI SUO PADRE, Italia, 2012, 3’52”.
Guendalina Salini, LA CITTÀ PERSONALE, Italia, 2014, 10’.
Lino Strangis, WAKE UP FROM THE DRIFT, Italia 2012, 4’13”
Nicole Voltan, ISOSTASIA 1, Italia, 2011, 5’16”.
Maria Veltcheva, Gerardo Marmo, THINKENERGY – URBAN PROJECT, Italia 2012, 15’00”.


DIS-SENSO
artisti invitati da Mattia Pellegrini

Adelita Husni-Bey, GESTURES OF LABOUR, Italia-Libia, 2009, 5’39”.
Adrian Paci, TURN ON, Albania, 2004, 4’00”.
Gea Casolaro, REGARDS CROISÉS, Italia, 2010, 8’36”.
Rossella Biscotti, L’ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO, Italia, 2004, 10’.
Luca Musacchio, Leandro Varela, BONJOUR RAYMOND, BONJOUR RROSE, Italia 2014, 7’11”.
Nico Angiuli, LA DANZA DEGLI ATTREZZI, Italia, 2013, 7’08”.
Nuria Güell, INTERVENTO #2, Spagna, 2012, 5’46”.
Laura Lovatel, Federica Menin (con la collaborazione di Zoe Paul), 10th APRIL 2014, LE NORMAN STREET, KOLONOS, ATHENS, Italia, 2014, 5’00”.
Caterina Pecchioli, LINEA DI GESSO, Italia, 2008, 3’46”
Giancarlo Norese, ORN (porn with no P), Italia, 2013, 9’03”


SENZA VIA DI SCAMPO
a cura di Giorgio de Finis

Pressati da percorsi già scritti o disorientati per aver smarrito la strada. Vivi o morti, “wanted”, ricercati o alla ricerca di qualcosa, qualunque cosa verrebbe da dire, che non si trova. In viaggio, tra sogno e incubo, inseguendo la via di casa. Finanche quella del Padre (Padrone). Ma nella società liquida non ci sono punti fermi. Approdi. La terra manca sotto i piedi. O nuoti o affoghi. Panta Rei. Tutto scorre, anche senza di te. Se non avete tempo di leggervi Augé, Bauman o rileggervi Foucault…

Luisa Galdo, GAS STATION, Italia, 2013, 3’02”.
Danilo Torre, PASSENGERS, Italia, 2014, 5’00”.
Marco Casolino, KILL THE DIFFERENCE, Italia, 7’33”.
Paolo Consorti, DENTRO LE SEGRETE COSE, Italia, 2007, 4’56”
Maria Crispal, FLIGHT OF LIGHT IN LA HABANA, Italia, 2012, 6’00”
Ottomano, CARONTE, Italia, 2014, 12’00”
Franco Losvizzero, GIROGIROTONDO, Italia, 2008, 6’00”.
Lara Pacillo, FROM L TO L1, Italia, 2013, 2’00”. 
Ruslan Ivanytskyy, LA CAMPANA, Ucraina, 2014, 7'24''.
Francesca Romana Pinzari, I AIN’T SUPERSTITIOUS, Italia, 2009, durata 5’37”. 
Alessio Ancillai, MORTI SPORCHE #1, Italia, 2009, 2’19”. 
Salvatore Mauro, INTIMITÀ, Italia, 2008, 10’50”.


LIBERAZIONE
a cura di Davide Ricco

Dalla realtà nuda, sensibile ma non intelligibile, all’analisi e alla presa di coscienza dei meccanismi che la governano. La rappresentazione a cui è impossibile sfuggire.
La vita procede con inconsapevole disincanto, con voluta noncuranza e con la frenetica ricerca di adattamento.
Gli spazi sono simboli responsabili del pensiero unico, ma anche luoghi temporanei di un’autonomia possibile: la massima astrazione viene sublimata dall’estetica della distruzione. 
Le strutture sono cancellate, i simboli destituiti, ora l’essere umano è pronto a confrontarsi con se stesso e con la Natura.

Patrizia Emma Scialpi, TARANTO FORMULA BRUTA, Italia, 2013, 7’44”.
Annalisa Macagnino, UNDER VIDEO SURVEILLANCE, Italia, 2014, 3’20”.
Stefania Galegati Shines, TUTTIFRUTTI, Italia, 2013, 7’13”.
Giulia Caira, NON CONFORME, Italia, 2005, 6’08”.
Jessica Iapino, BAPTISM (estratto), Italia, 2011, 2’04”.
Gianluca Marinelli, LE TORRI, Italia, 2013, 6’.
Loredana Longo, EXPLOSION (estratto da videoinstallazione), Italia, 2007-08, 1’23”.

Rossella Piccinno, PAESAGGIO CON FIGURA, Italia, 2013, 11’18”.

May 11, 2014

超过物 Oltre la materia, Xinmi

A group show with 45 artists commemorating Maurizio Giuffredi at Mo Art Space in Xinmi, Zhengzhou, China, curated by Monica Demattè.

May 11 to July 13, 2014.